Sui fatti del Politecnico

Venerdì 17 gennaio, in una Milano sempre più nera, 200 antifascisti sono stati caricati dalla polizia davanti al Politecnico. Il motivo? Cercavano di fermare l’ennesima iniziativa neonazista che, stavolta, in questa città è stata ospitata in una sede universitaria. Il gruppo Alpha, organizzazione giovanile degli Hammerskin di Lealtà Azione aveva programmato un convegno in collaborazione con l’associazione Millennium, con la presenza di relatori negazionisti provenienti dalla Russia.

L’incontro in origine era previsto all’Università Statale di via Festa del Perdono ma la mobilitazione antifascista di studenti e lavoratori/lavoratrici della Statale ha indotto il rettore Gianluca Vago a negare ogni spazio.

La stessa sensibilità che non ha avuto Giovanni Azzone, rettore del Politecnico, che ha concesso un’aula per ospitare personaggi del genere senza nemmeno porsi un minimo dubbio sugli organizzatori. Il tutto a 10 giorni dalla giornata della Memoria.

Ancor più grave quanto accaduto all’esterno quando gli antifascisti, che si erano mossi in corteo per opporsi alla presenza fascista nell’ateneo, sono stati caricati con violenza dalle cosiddette forze dell’ordine, schierate per proteggere il convegno neonazista.

Con rabbia constatiamo per l’ennesima volta fascisti e nazisti ottengono spazio e agibilità in luoghi istituzionali e addirittura in aule universitarie.

Ci associamo a chi chiede le dimissioni del rettore Azzone.

E’ necessario e urgente, oggi più che mai, che tutte e tutti gli antifascisti e i lavoratori, gli studenti e gli immigrati, gli sfruttati e i cittadini indignati di questa città rispondano con chiarezza e determinazione a questa provocazione, rilanciando iniziative di mobilitazione costante per combattere ogni forma di fascismo e per rivendicare la nostra socialità, la nostra cultura, i nostri spazi ed i nostri ideali di libertà.

Partigiani in ogni quartiere

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