La mobilitazione dell’estrema destra a Milano

La mobilitazione dell’estrema destra a Milano e in Italia contro il 25 aprile
Le coperture della destra istituzionale e la confluenza nel Pdl e nella Lega di consistenti spezzoni del neofascismo. L’escalation delle aggressioni

articolo di Saverio Ferrari, www.osservatoriodemocratico.org

Poche decine, soprattutto anziani, con i labari dell’Uncrsi (Unione nazionale dei combattenti della repubblica sociale italiana) e dell’Anai (Associazione nazionale arditi d’Italia), hanno sfilato in fila per cinque, la mattina di domenica scorsa, 18 aprile, per i vialetti del cimitero maggiore di Milano, fino al campo X, dove sono raccolte le spoglie di alcune centinaia di repubblichini caduti tra il 1943 e il 1945. A rimpolpare la compagnia anche qualche reduce della Legione Muti. Altri, in divisa delle Brigate nere, quasi si confondevano con il drappello dei carabinieri chiamati a sorvegliare la cerimonia. Alla fine, officiante “padre” Giulio Maria Tam, un prete lefebvriano vicino a Forza nuova, è stata celebrata una messa in onore di Benito Mussolini, presente un pronipote del duce.
L’iniziativa, ripresa da qualche giornale locale, rientrava in un fitto calendario di appuntamenti programmati dall’estrema destra milanese. Solo la settimana precedente, infatti, quasi in incognito, organizzato trasversalmente da esponenti sia del neofascismo milanese sia della Lega, era stato invece pubblicizzato il proposito di comporre con fiaccole in piazza Duomo una croce di dodici metri “proprio dove due anni fa i musulmani hanno pregato provocatoriamente”.
L’intervento della questura aveva evitato che la manifestazione avesse luogo. Ma ancor prima, il 23 marzo, in occasione del 91° anniversario della fondazione dei Fasci di combattimento, al cimitero Monumentale si era svolta un’altra commemorazione presso una sorta di mausoleo fatto erigere nel 1925 dal regime fascista per gli squadristi milanesi caduti nel corso dei loro assalti alle camere del lavoro e alle sedi dei partiti di sinistra. Sempre identico il nucleo promotore: ancora l’Anai e Roberto Jonghi Lavarini, fondatore di Cuore nero ora nel Popolo della libertà. L’ultima notizia, in ordine di tempo, ha infine riguardato lo spostamento, dopo le proteste dei partiti e dei movimento antifascisti, di un concerto nazi-rock organizzato da “I camerati” (una specie di coordinamento di tutte le realtà dell’estrema destra milanese, da Forza nuova a Hammerskin) dal 24 aprile, giorno in cui sarebbe stato presente a Milano per celebrare la Resistenza il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a domenica 2 maggio. Il tutto con il patrocinio e il sostegno economico del consiglio di zona, a maggioranza guidato da Pdl e Lega. Alle spalle, come madrina dell’evento, la consigliera provinciale del Pdl Roberta Capotosti, con un passato tra Forza nuova e Alleanza nazionale.
Il clou di questa vera e propria campagna di mobilitazione dovrebbe essere rappresentato dalla fiaccolata di giovedì 29 aprile per le vie del quartiere di Città studi “in ricordo di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, caduti per mano dell’odio comunista”. Vale solo la pena di ricordare che Carlo Borsani, un importante gerarca fascista, firmatario del “Manifesto della razza”, fu attivo fino all’ultimo, a fianco dei tedeschi, nel reclutare giovani per la Rsi.
È necessario, a questo punto, domandarsi cosa stia accadendo. Questa ripresa dell’estrema destra segna un indubbio salto di qualità. Riguarda Milano, ma non solo. Il taglio delle iniziative promosse dalle diverse sigle a scadenza ravvicinata, ha via via assunto un profilo sempre più aggressivo, che esalta il fascismo repubblichino come lo squadrismo degli anni Venti, puntando a condurre un attacco aperto e frontale al 25 aprile. In questi termini non era mai accaduto. Ma soprattutto mai così esplicite erano state le coperture politiche da parte dei partiti della destra istituzionale, una delle conseguenze dell’apertura del Pdl milanese come della Lega, al reclutamento di consistenti spezzoni organizzati del neofascismo. Un fenomeno in corso, assai sottovalutato.
Prima l’ingresso nel Pdl del gruppo di Destra per Milano, poi di Area identitaria (una scheggia fuoriuscita da Cuore nero) infine di Comunità in movimento. Ma a collocarsi sotto lo stesso ombrello, sponda Comunione e liberazione, ci avevano già pensato anche i principali gruppi della destra integralista, da Alleanza cattolica al Circolo La Rocca di Benedetto Tusa. In orbita Lega, invece, si sono ultimamente posti, dopo la chiusura della sede, i rimasugli di Cuore nero, ora Casa Pound Milano, rifugiandosi in uno dei locali a disposizione di Mario Borghezio, presso il Centro identitario padano. Nel giro di un paio d’anni si è dunque realizzata una confluenza sostanziale. A rimanerne fuori solo quelli di Forza nuova, la setta neonazista degli Hammer e poco più. Un laboratorio che sta facendo scuola anche a livello nazionale, complice il bipolarismo. Già la Fiamma tricolore, non a caso, sta valutando di approdare nel suo insieme al Pdl.
La crescita delle aggressioni di matrice fascista sul territorio nazionale non è a sua volta estranea a questi fenomeni di interazione e sovrapposizione fra destra istituzionale ed estrema. In Italia tra il 2005 e il 2008 (così come monitorato dal sito www.ecn.org/antifa, sulla base della semplice consultazione dei media nazionali e locali), si sono contati almeno 329 episodi di violenza, tra cui cinque tentati omicidi e un omicidio vero e proprio, quello del compagno Renato Biagetti di 26 anni a Focene, presso Roma, accoltellato il 27 agosto 2006. Le vittime di queste azioni sono stati soprattutto i militanti di sinistra e i giovani dei centri sociali, ma anche diversi immigrati, omosessuali e rom.
Nell’ultimo anno e mezzo, le cose non sono andate meglio. Nel 2009 si è passati dagli assalti di fine novembre a Napoli con “mazze tricolori” da parte di Casa Pound, all’accoltellamento di fine dicembre di tre studenti di sinistra a Teramo. Nei primi quattro mesi del 2010 abbiamo già avuto un accoltellamento a Modena, l’aggressione a un ragazzo marocchino a Riva del Garda, qualche pestaggio tra Firenze e Napoli, gli episodi di qualche giorno fa di Roma con l’assalto di un gruppo di naziskin a un bar gestito da una famiglia di origini ebraiche e di Alghero, dove in sei hanno aggredito due fratelli congolesi al grido di “Sporchi negri tornate a casa vostra”. Ma l’offensiva, quasi militare, sembra avere come epicentro ancora una volta Roma, con tanto di spedizioni squadriste alla Garbatella e all’Università di Tor Vergata da parte di Casa Pound e del Blocco studentesco.
A Milano, in gennaio Forza nuova ha proposto “classi separate per i bambini immigrati”, a febbraio ha pure tentato un blitz in viale Padova dopo l’uccisione di un immigrato in una rissa tra stranieri, in marzo un rabbino è stato insultato su un bus al grido “Via gli ebrei, vi ammazziamo tutti!”. Tutto ciò mentre il vicesindaco Riccardo De Corato esultava per il duecentesimo sgombero di un campo rom e un clochard, a febbraio, inspiegabilmente veniva sprangato quasi a morte al quartiere Ticinese, nella cabina telefonica divenuta il suo rifugio. L’escalation di queste violenze, minacciate o praticate, organizzate o spontanee, sembra sempre più accompagnare la crescita della destre. Da qui un nuovo spazio per i fascisti.

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